Nella giornata di lunedì 23 febbraio 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito, dopo un’attesa (forse troppo breve) fatta di discussioni e confronti con le organizzazioni sindacali del comparto scuola e con il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ha emanato l’ordinanza ministeriale che va a disciplinare l’aggiornamento delle graduatorie provinciali e di istituto (GPS e relative GI), le quali serviranno al conferimento delle supplenze per il personale docente ed educativo in riferimento agli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028. Il Ministero ha accolto alcune richieste provenienti dalle sigle sindacali relative al funzionamento dell’algoritmo per l’assegnazione delle supplenze: è stato modificato l’algoritmo in modo che i candidati non nominati in un turno vengano ripescati nei turni successivi, evitando penalizzazioni ingiuste ed eliminando l’elemento della casualità. È stata inoltre concessa la possibilità, ai docenti in servizio nell’anno scolastico che è in corso, di iscriversi al bando facendo valere, con riserva, il punteggio dovuto all’anno di servizio che si sta svolgendo. Ma la novità principale dell’ordinanza è rappresentata dall’anticipazione dell’apertura della procedura di iscrizione alle graduatorie. In effetti, negli anni passati la procedura telematica per iscriversi alle graduatorie provinciali e d’istituto veniva avviata in primavera, tra la fine di aprile e l’inizio di giugno. La ragione alla base di questa scelta è di natura squisitamente tecnico-organizzativa: il Ministero ha inteso risolvere i problemi derivanti dal ritardo nell’assegnazione delle supplenze annuali da parte degli uffici scolastici regionali e provinciali anticipando di qualche mese le procedure di selezione. Infatti, la finestra temporale entro cui è possibile presentare la domanda di inserimento nelle graduatorie provinciali di supplenza si è aperta lo scorso 23 febbraio e si chiuderà alle ore 23:59 di lunedì 16 marzo. Se si considera che le sessioni straordinarie di laurea di gran parte degli atenei italiani, approssimativamente, si tengono tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile, la paradossalità delle tempistiche adottate dal Ministero diventa un dato fin troppo evidente, e lo sconcerto delle centinaia di migliaia di laureandi aspiranti docenti assume i tratti di una reazione naturale, più che comprensibile. Il Ministero ha quindi dimenticato (oppure ha deliberatamente ignorato) che quest’anticipazione significativa, di fatto, taglia fuori dal precario mondo scolastico, o meglio dalla possibilità di accedere ad esso, centinaia di migliaia di studenti che conseguiranno il titolo di studio magistrale (indispensabile per la presentazione della domanda di inserimento in graduatoria) in primavera. D’altra parte, l’ordinanza ministeriale è stata pubblicata solo dopo aver atteso che le varie università (specialmente quelle telematiche) riuscissero a predisporre i piani di studio dei corsi abilitanti da 30 o 60 CFU e, di conseguenza, che aprissero le loro selezioni per i neo-laureati, in modo da permettere a quest’ultimi di iscriversi nella prima fascia delle GPS con riserva. La mancata recezione da parte del Ministero dell’istanza, rivendicata già in sede di discussioni preliminari dai sindacati, riguardante la situazione dei laureandi delle sessioni straordinarie, dimostra lo scollamento sempre più ampio tra il Governo e le giovani generazioni, che si trovano costrette a fare i conti con i propri progetti di vita e a ponderare nuove alternative, come se non ci fossero già abbastanza deterrenti contro lo sbocco professionale rappresentato dalla scuola pubblica. Il 16 marzo verrà in fretta, e con esso anche il coraggio degli studenti universitari di rifiutare di far dipendere il proprio futuro lavorativo dalle motivazioni organizzative di un sistema scolastico incapace di rinnovarsi strutturalmente.

Francesco D’Arco

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *