Mercoledì 18 marzo 2026, alle 19.00, la Sala Polifunzionale “Camillo Paturzo” si è riempita ben oltre le aspettative per il “Referendum Giustizia – Confronto Aperto”, l’iniziativa promossa dal Forum dei Giovani Meta con il patrocinio del Comune.

Un pubblico eterogeneo, ma con una fortissima componente under 35, ha seguito per più di due ore il faccia a faccia tra le ragioni del Sì e del No, trasformando l’incontro in una vera e propria lezione di educazione civica dal basso. A introdurre la serata sono stati il presidente del Forum, Tommaso D’Agostino, e il sindaco Giuseppe Tito, che hanno sottolineato il valore di un confronto pubblico «organizzato dai ragazzi per i ragazzi», in un territorio dove il tema della giustizia è percepito spesso come distante. Poi la parola è passata ai relatori, con la moderazione di Carlo Barba, magistrato ordinario in tirocinio, chiamato a tenere il filo di un dibattito che ha saputo restare sul merito senza scivolare nella polemica.

A sostenere le ragioni del No è intervenuto Ernesto Aghina, già presidente del Tribunale di Torre Annunziata, che ha insistito sui rischi di indebolimento dell’autonomia della magistratura e sulla necessità di preservare l’assetto attuale del CSM. Sul fronte opposto, per il Sì, ha parlato Luigi Bobbio, magistrato del Tribunale di Nocera Inferiore ed ex senatore, da anni voce “controcorrente” in toga: «Votando sì si decide se avere finalmente un giudice davvero estraneo al pubblico ministero e una magistratura libera dal dominio delle correnti interne», ha spiegato, ribadendo che «autonomia e indipendenza restano garantite, ma vanno restituite ai cittadini, non alle corporazioni». Il confronto, serrato ma ordinato, ha toccato i nodi più discussi della riforma costituzionale che gli italiani saranno chiamati a confermare il 22-23 marzo 2026: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nuovo assetto del Consiglio Superiore della Magistratura e istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Le domande dal pubblico – molte arrivate da studenti universitari e da ragazzi dei forum giovanili della costiera – hanno messo a fuoco proprio gli aspetti più pratici: tempi dei processi, percezione di imparzialità del giudice, fiducia nelle istituzioni.

«Mi aspettavo una platea di addetti ai lavori, invece ho visto una sala gremita di coetanei che vogliono capire», ha commentato a margine una studentessa di Giurisprudenza di Sorrento. Ed è proprio questa la cifra della serata: una partecipazione larga e consapevole, con file di sedie aggiunte all’ultimo momento e tanti giovani rimasti in piedi pur di ascoltare. L’iniziativa del Forum dei Giovani Meta ha così centrato l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori: portare il referendum fuori dalle aule televisive e dai social – dove il dibattito è spesso polarizzato – per restituirlo a un confronto dal vivo, in una sala che ha saputo ascoltare, applaudire e, soprattutto, fare domande (Stanislao Borriello).

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