È scomparso l’ing. aeronautico Gennaro Orsi, Gennarino per i suoi concittadini, benemerito cittadino massese, pioniere e protagonista dell’avventura scientifica dell’Italia nello spazio. Nei suoi brevi periodi di riposo a Massa Lubrense insieme alla sua famiglia era solito intrattenersi con i suoi concittadini ( custodisco gelosamente una piccola scultura in legno partata dall’Africa e donata a mio padre), con una semplicità ed umiltà pari al suo essere scienziato di fama mondiale e soprattutto protagonista del progetto spaziale ” San Marco” negli anni sessanta in collaborazione con l’agenzia spaziale americana NASA. Riportiamo con orgoglio cittadino una scheda preparata dai suoi figliuoli a cui ci stringiamo commossi con infinita tristezza, in occasione di una delle tante onorificenze ricevute dal prestigioso papà. ”

Gennaro Orsi nasce a Massa Lubrense il 3 ottobre 1929. A quattordici anni, come studente alle scuole superiori, comincia anche a lavorare nel mulino di suo padre.

Conseguita la maturità classica, completò il biennio d’ingegneria ma poi decise di lasciare gli studi per esplorare altre possibilità e conseguì il diploma nautico da privatista, e la sua conoscenza marittima fu il suo punto di forza.

Anticipò il periodo di leva come Allievo Ufficiale pilota ed ebbe l’occasione di riprendere gli studi laureandosi Ingegnere meccanico e, in attesa di un impiego, s’imbarcò come Ufficiale macchinista. Vinse il concorso in Aeronautica come ingegnere e fu tra quelli inclusi nel corso di laurea in ingegneria aerospaziale istituito da uno scienziato, il noto Generale Prof. Luigi Broglio; si laureò nella sua materia e divenne suo collaboratore come assistente incaricato all’Università di Roma.

Cominciarono le prime riunioni con la NASA e nacque così Il progetto ‘San Marco’, un programma di collaborazione bilaterale tra Italia e Stati Uniti nella ricerca scientifica e nella sperimentazione nello spazio tra il 1962 ed il 1980.

Il progetto segnò l’inizio dell’era spaziale italiana: infatti, il lancio del vettore “San Marco 1” il 15 dicembre 1964, portò l’Italia ad essere la quinta nazione a progettare e mettere in orbita un satellite artificiale dopo Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Canada.

Gennaro Orsi partecipò fin dalle fasi preparatorie a questo progetto, agli studi e alla realizzazione di lanci a carattere scientifico-orbitali effettuati dalla zona equatoriale del Kenia dove, forte delle sue conoscenze nautiche, fece eseguire una campagna idrografica. In Egitto operò la scelta della prima piattaforma che fu battezzata ‘Santa Rita’, ed eseguì i lavori per adattarla alle esigenze del progetto che si concluse con l’allestimento del poligono.

Il successo della missione del 26 aprile 1967, con il primo lancio al Mondo, da un poligono mobile, di un satellite di nuova concezione e con la immissione diretta dello stesso in un’orbita equatoriale fu sicuramento il momento più alto della sua carriera professionale.

Seguirono prestigiosi incarichi, tra i quali:

– Nel Centro Elaborazione Dati Aerospaziali (CEDA) ebbe in successione l’incarico di Capo della sorveglianza tecnica, Capo Reparto Studi e Capo Reparto Esperienza.

– Dopo venti anni d’impiego per quel progetto, venne trasferito, come Vice Capo reparto della efficienza linea, all’Ispettorato Logistico e poi alla Direzione Generale costruzioni aeronautiche/spaziali con l’incarico di Capo Divisione e poi di Capo Reparto.

– Nel quadro dell’organizzazione per la costruzione del nuovo caccia europeo, frutto di accordi tra Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, fu costituita, a Monaco di Baviera, un’Agenzia che prevedeva quattro dirigenti, il General Manager, il suo Vice e due Direttori, in questo contesto, gli venne assegnato il ruolo di rappresentare l’Italia.

– Al termine dei tre anni rientrò in Italia nella stessa Direzione Generale, dalla quale era partito, dove assunse l’incarico del coordinamento tecnico per tutte le attività che interessavano il volo aeronautico e spaziale.

– Ha svolto compiti d’insegnamento all’Università, presso la facoltà di Ingegneria Aerospaziale, e in Aeronautica, per la Scuola di Guerra Aerea e l’Accademia, dove si sentì ancora la presenza del Professor Broglio che lo aveva segnalato, ricevendone ampio riconoscimento, per l’encomio tributato dal Comandante di quell’Istituto al docente e le sei successive riconferme nell’incarico.

– Nel 1985 è promosso al grado di Generale del Genio Aereonautico;

– Nella cerimonia di commiato dal servizio attivo, ebbe l’onore di ricevere il riconoscimento del suo lavoro dal Capo Stato Maggione Aeronautica, Generale S.A. Stelio Nardini, che lo definì con il termine “encomiabile”, integrando ciò con un’affettuosa lettera nella quale volle specificare che nella carriera gli erano stati tributati ben cinque encomi.

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