Maria Antonietta Torriani, vissuta tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, è stata una delle giornaliste e delle scrittrici italiane più moderne, ironiche e anticonformiste del panorama letterario italiano. La sua epoca la considerò soprattutto come un’autrice rivolta al pubblico femminile per la sua costante attenzione al mondo delle donne, per i suoi toni sentimentali e per la minuziosa descrizione degli ambienti familiari e domestici, ma già la Ginzburg e Calvino riconobbero in lei una asciuttezza di visione e una libertà espressiva raramente presenti in Italia, che ben si esprimono nel titolo del romanzo La voce delle cose (1899). Ebbe alcune relazioni sentimentali con personaggi legati alla letteratura fra i quali Enrico Panzacchi e Giosuè Carducci che le dedicò Autunno romantico in Rime nuove. La relazione con il Carducci finì quando la Torriani gli presentò la sua amica poetessa Carolina Cristofori Piva, la quale a furia di scrivergli lettere e poesie lo aveva sedotto al punto di diventare la Lidia delle Odi Barbare e la sua musa. Gelosa della propria indipendenza la Torriani si sposò a 35 anni – età consolidata, per i suoi tempi, allo stato di zitella – con Eugenio Torelli Viollier, giornalista con il quale collaborava da diversi anni e che l’aveva accolta alla stazione, al suo arrivo a Milano. Le nozze furono celebrate il 30 ottobre, pochi amici, la sposa era vestita di rosa. Assieme al marito nel 1876 fonderà il «Corriere della Sera» diventandone la prima firma femminile.

Il sodalizio sentimentale e professionale tra i due finì a causa del suicidio di Eva, la giovane figlia della sorella Giuseppina, che avevano praticamente adottato. Verso il 1900 Maria Antonietta si trasferì a Torino (Cumiana), defilandosi così dalla scena letteraria e mondana. Sempre attiva nell’impegno sociale fonderà l’Ufficio di indicazione e di accoglienza per le persone bisognose e durante la Prima guerra mondiale, aprirà un altro ufficio per fornire i soldati di calze, maglie e scalda-ranci. Morì a Milano il 24 marzo del 1920. È sepolta a Cumiana.
