(ANSA) – ROMA, 11 APR – Ci sono quattro campani tra i 28 giovani altruisti scelti dal capo dello Stato Sergio Mattarella come “Alfieri della Repubblica”. Ecco i quattro Alfieri campani.
Francesco CORREALE, 18/12/2008, residente a Roccapiemonte (SA) – Per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha affrontato le fasi immediatamente successive alla disastrosa esondazione del torrente Solofrana. Il suo operato è una prova della resilienza delle comunità che vivono in territori fragili. Esemplare è stato il contributo di Francesco come volontario nei giorni dell’esondazione del torrente Solofrana, avvenuta a Roccapiemonte nel novembre del 2022. Animato da un forte senso civico e da un profondo attaccamento al territorio, Francesco fa parte fin dall’adolescenza del nucleo Protezione civile del proprio paese, e di fronte alla grave emergenza non ha esitato a mettersi a servizio della comunità con altruismo e spiccata capacità di collaborazione.
Matteo MORVILLO, 11/8/2007, e Amedeo VALESTRA, 26/12/2007 residenti a Massa Lubrense (NA) – Per aver creato una originale app, volta a ridurre lo spreco alimentare. La sua amicizia con Amedeo è diventata una forza creativa, capace di promuovere responsabilità ambientale e in questo modo di contribuire al bene comune. Matteo Morvillo e Amedeo Valestra, amici fin da bambini, hanno unito la passione per la tecnologia con quella della cucina dando vita a “Cucinalo”, una app che persegue l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare domestico e promuovere uno stile di vita più sostenibile. Fotografando i cibi presenti nel frigorifero, la app suggerisce ricette personalizzate e guida l’utente nella preparazione dei pasti.
Emilia ZARRONE, 25/5/2012, residente ad Alife (CE) – Per aver dimostrato, fin dalla più tenera età, grande sensibilità ed empatia nei confronti di un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico. La dolcezza della loro amicizia è stata raccontata anche in un libro realizzato dallo stesso compagno. Emilia è stata, fin dalla scuola primaria, un punto di riferimento costante e affidabile per un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico, costruendo con lui una sincera amicizia, che si è fatta presenza, fiducia e sostegno nei momenti di difficoltà. Cresciuti insieme, i due proseguono ancora oggi con affiatamento il loro percorso scolastico, come dimostra un libro scritto proprio dal compagno di Emilia.
